Storia e abbinamenti della Mostarda di Cremona

Augusto FIESCHI nel 1867 riprende una secolare tradizione cremonese di produzione e commercializzazione di Mostarda di frutta, ma per conoscere le origini bisogna risalire ai tempi dell’Impero ROMANO dove, nei loro scritti, si trovano già delle salse a base di frutta conservate con la senape.

La prima ricetta che parla di un preparato simile alla nostra mostarda di Cremona è di Lucio Giunio COLUMELLA autore, nel 1° secolo D.C. del “DE RUSTICA”, poi nella prima raccolta al mondo di ricette e preparazioni gastronomiche scritta dal cremonese Bartolomeo SACCHI detto il “PLATINA” (1421-1481) titolata “De honesta voluptate et valetitudine”.

Altra importante fonte è la citazione della Mostarda di frutta di CREMONA nel volume francese “Il cuoco reale e il contadino”, traduzione fatta a Venezia nel 1780, da ciò si deduce che la nostra salsa cremonese era già famosa anche all’estero, portata da Caterina DE’ MEDICI sposa nel 1533 del Re di Francia Enrico II di Valois.

La Mostarda di Cremona è una salsa preparata con frutta scelta e selezionata proveniente dalle zone italiane più vocate e raccolta al giusto grado di maturazione, candita, unita allo sciroppo di glucosio ed Olio essenziale di Senape, da questo felice connubio nasce una salsa dal sapore agrodolce che si attenua col passare del tempo.

Ma passiamo a suggerire con quali abbinamenti è possibile gustare al meglio la mostarda di Cremona:

  • Con le carni: Bolliti misti, Grigliate miste, Tacchino, Pollo, con la selvaggina;
  • Con i salumi: Cotechino, Salame da pentola, Prosciutto cotto, i Würstel;
  • Con i formaggi: la Crescenza, il Gorgonzola dolce, il Tomino piemontese, il Provolone Valpadana dolce, il Quartirolo della Valsassina, lo Stracchino, il Roquefort, l’Emmenthal, l’Asiago, la Spressa trentina, le fromage de Chévre.

Con questi piatti è possibile degustare la Mostarda di frutta di CREMONA in ogni stagione trasformando un semplice piatto in una specialità ricca di sapore e colore, il tutto con facilità e velocità.

Per chi ama un gusto in particolare, la nostra produzione prevede anche i vasetti “monogusto” per i consumatori che hanno una spiccata preferenza o che desiderino un abbinamento più mirato, ad esempio Fichi con i salumi o formaggi erborinati, le Pere con il formaggio Grana o con il salame tipo “felino”, i Mandaranci con formaggi freschi tipo robiola o ricotta, con gli arrosti, la Zucca con le tome piemontesi con il Parmigiano Reggiano, prosciutto di Praga o Spalla cotta ed il Melone con i caprini freschi, mozzarelle, robiole, con il Culatello.

Una volta aperta, la Mostarda di Cremona “Augusto FIESCHI“ non va conservata in frigorifero ma, richiusa e mantenuta e temperatura ambiente, ricordiamo inoltre che l’intensità aromatica della senape su affievolisce con il tempo, la variazione di sapore però non intacca la sua qualità.

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